Wednesday, 27 July 2016

New York

(Questo fa parte di una serie di post che avevo scritto in fretta e furia, ma che per problemi tecnici con l'Ipad non ero riuscita a pubblicare)


Sono circa le tre e un quarto del pomeriggio e siamo in Central Park a riposarci un pò dopo aver camminato tanto. Sono gli ultimi momenti del nostro viaggio e abbiamo voluto rivedere i luoghi che ci hanno  colpito, anche se a dire il vero mi ci vorrebbe di nuovo una settimana perchè sono stati tutti fantastici. 

Tanti di questi li ho visti assieme a Chiara e Lorenzo, e forse questo li ha resi ancora più speciali.

Così in questa oasi di pace do l'addio a questa città meravigliosa che mai più dimenticherò. 

Già adesso, ogni volta che chiudo gli occhi rivedo la Quinta strada, Briant Park dove spesso ci siamo fermati per riposarci e per incontrarci con Chiara, la vista di Manhattan dal Top of the Rock, Ground Zero, il battello che parte per Staten Island e vedo l'isola di Manhattan diventare sempre più piccola davanti ai miei occhi. 
Impossibile fare un elenco delle meraviglie. 

Oggi al parco è una bellissima giornata, assolata ma anche ventilata. Io mi sto gustando un ghiacciolo al mango davvero superlativo, uno dei pochi cibi che abbiamo comprato in giro ottimo.  Mentre lungo le strade si sente un'afa soffocante, mitigata solo dal soffio di vento freddo dell'aria condizionata che si sente davanti ai negozi se qualche cliente lascia la porta aperta, qua c'è una temperatura invidiabile. 
Sembra che metà New York si sia rifugiata qua per sfuggire al caldo opprimente. 

Così penso che quando andrò a Roma avrò da combattere contro il caldo, ma non mi potrò rifugiare in un parco meraviglio come questo, non ci saranno le piante a farmi ombra o la fontanella di Briant Park a dissetarmi, o non potrò andare in nella restroom della Public Library.

Sono ancora qua e già New York mi manca.

Adesso siamo su una panchina in Central Park, all'ombra e al fresco, ci sono dei bimbi  che corrono e giocano a palla, di fianco a me alcune ragazze parlano spagnolo e ridacchiano guardando il cellulare, dall'altra parte c'è una ragazza di origine asiatica che sta allattando un bimbo e quello di fronte la sta fissando. Mi hanno detto che è uno spettacolo molto insolito qua a NY vedere una madre che allatta, visto il pochissimo tempo di permesso dopo il parto.  Poche panchine più il la, a cercare l'ombra di un olmo, una famiglia cinese mangia con le bacchette e beve coca cola.
Quanto mi piace questo melting pot. 

Se alzo gli occhi in lontananza vedo le sagome dei grattacieli alzarsi sopra a quelle degli alberi, come montagne in lontananza. Tutto si integra senza contrasti.  

Tutto è quiete. E mi sento in pace anch'io. 





central park


Poco dopo, quando quasi avevo finito il post, è cominciato a piovere a dirotto. 
Ci siamo rifugiati sotto un albero, assieme a tanti altri, visto che gli altri posti al coperto erano pienissimi di gente. 



Poi, bagnati, infreddoliti e inzuppati d'acqua abbiamo deciso di prendere la metropolitana per andare a casa di Chiara per prendere il taxi per l'aeroporto. 

Questa è l'ultima immagine di New York.

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